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mercoledì 29 febbraio 2012

Gavroche: L'AVVENTO DEI LIBRI. GIORNO 9

per festeggiare il nuovo libro di Alicia Baladan, e anche per massaggiarmi un poco l'ego, posto una recesnione di Cielo bambino, Topipittori, 2011 di Elisabetta Cremaschi (v. Gavroche). Grazie ancora Elisabetta e viva Alicia


Gavroche: L'AVVENTO DEI LIBRI. GIORNO 9: Alessandro Riccioni/Alicia Baladan, Cielo bambino , Topipittori, Milano, 2011 © tutti i diritti riservati Un punto microscopico brilla...

Topipittori: Dal chiasso alla parola/4. Il piacere di scrivere

con la scuola di montagna il gusto ci guadagna... e allora, care maestre della nostra montagna, si sa che siete brave come il maestro di cui si parla più sotto, continuate a farci scoprire come la ascuola non è solamente il numero di alunni, il trasporto scolastico, la mensa e altre amenità. Buion lavoro e grazie


Topipittori: Dal chiasso alla parola/4. Il piacere di scrivere: [Qualche tempo fa abbiamo ricevuto dall'autore di questo articolo, un insegnante, un messaggio che ci proponeva in lettura una raccolta di r...

martedì 28 febbraio 2012

le vie del colore sono infinite

molti anni fa, per simpatia verso un bravissimo amico pittore, Michele Bertolini, mi iscrissi al suo corso di disegno; durante una delle prime lezioni, seguendo quella che io chiamo la nouvelle pedagogie (che si rifà impietosamente all'antica), Michele mi piazzò davanti un'immagine della Venere di Botticelli (un dipinto che non mi è mai piaciuto molto), chiedendomi di "copiarlo". Dopo i primi attimi di smarrimento, iniziai il lavoro e, dato che non ho mai saputo tenere in mano una matita, a metà dell'opera, la bella delle belle pareva the elephant man, tanto la sua testa era storta e deforme; Michele non mi scoraggiò e mi invitò a proseguire, e fu come un presagio di quello che sarebbe successo alla mia testolina tonda, non riuscii a disegnarle in testa nemmeno un capello!
Vabbé, ho scritto questo piccolo episodio della mia vita per dare il benvenuto ad alcuni bravissimi illustratori che sono venuti a curiosare nel mio blog, a loro rischio e pericolo. Ecco, mi sono detto, ora anche chi legge potrà scoprire come bravissimi artisti sanno dare corpo, e un corpo davvero bello, a idee e testi, propri e altrui, classici e contemporanei. Grazie allora alle splendide tavole di Marco Somà, di Ninamasina, di Mara Scalia, di Cristina, di Ottavia, che non solo postano sui loro blog (li aggiungerò alla mia lista) le belle immagini che realizzano, ma scrivono di altri artisti, di cose belle che hanno incontrato, di altri siti e blog che rendono la vita più bella e che testimoniano che le vie del colore sono davvero infinite. Grazie quindi a loro e auguri di tanto lavoro e tanto successo. Alicia Baladan e Simone Rea mi hanno aperto la porta di un mondo magnifico, di duro lavoro, di bellezza pagata a volte a caro prezzo. Viva dunque tutti loro. Andate e stupite!

lunedì 27 febbraio 2012

Ve l'avevo detto!

1) Alicia Baladan sta alacremente (che bell'avverbio) lavorando alle tavole di un nuovo Topo. E ora comincia l'attesa. Speriamo breve.

2) Su FB, anche sulla mia bacheca, si possono vedere spezzoni del servizio di Iacona sulla cultura in Italia e su alcune biblioteche che stanno lottando per continuare ad offrire un servizio strategico per il futuro del paese (e chi non la pensa così, peste lo colga!). Grazie anche a Lule che è sempre attenta a queste cose.

3) Se c'è un pesce gatto
    in questo capitolo,
    dev'esserci in giro
    un pesce gomitolo.

(è uno dei deliri del mio MareMatto, un gioco in cui mi sono divertito molto; ne seguiranno altri, ma solo dopo pressanti richieste).

4) ho appena visto che è uscito il libro di Giovanna Topa Zoboli e Valerio Vidali.

5) avrò soltanto il mercoledì per la Fiera di Bologna in marzo. C'è qualcuno che mi consiglia sfiziosità non presenti sul programma ufficiale? Grazie.

6) buona notte

domenica 26 febbraio 2012

febbraio

1) è una domenica con il sole, innauralmente calda per essere febbraio:

Febbraio inizia
come un calore in tutto il corpo
come la febbre appunto
e un accenno di dolore

febbraio è pigro quando sale
e poi di colpo corre verso la sua fine
mese sottile e monco
per convenzione

febbraio porta il gelo
dei giorni della merla
e galaverna sopra il melo
e una tristezza spessa come lana
ma senza caldo o morbidezza alcuna

febbraio cade lungo ogni quattro anni
e allora si riprende il suo colore
il bianco che riluce
acceca
e spegne ogni dolore.   (da Bisestile)

un giorno regalato dai calcoli della scienza, il 29, bisogna essere contenti di avere un giorno in più.

2) l'amico Ugo Cornia è finalista al Premio Ceppo di Pistoia. Leggete i suoi libri, pubblicati da Sellerio, Feltrinelli, Quodlibet, Topipittori: Sulla felicità a oltranza, Quasi amore, Roma, Le storie di mia zia, Autobiografia della mia infanzia e altri. La sua scrittura è speciale. Auguri Ugo e torna presto a Guzzano. 

mercoledì 22 febbraio 2012

Bisestile, Book Editore, 2010 (in cop. Albero dei cuori e delle lune, Nino Memo)

"Ricordati le mani
devi lasciarle aperte al vento
e chiuse al fuoco
dicevi e sorridevi.

Era quel nostro gioco
babbo
un passatempo di bambini
un canto
un conto alla rovescia
un guadagnarsi i giorni
che allora credevamo tanti."

Sono parole per mio padre. Altre parole, più immaginate, ho scritto su di lui in Nero arcobaleno









Nero arcobaleno, Mobydick, 2004

"L'eco e mio padre. La prima volta l'ho sentita assieme a lui. Si è messo le mani ai lati della bocca. Ha detto ehi, ehi, ehi e la sua voce è rimbalzata a noi. Era una prova. Ho urlato come ha fatto lui. Sono tornate tante "i", come se la montagna che ha risposto stesse ridendo soddisfatta. E ci prendesse in giro. Come per dirci quanto sia inutile parlare. Poi, mio padre ha urlato il nome di mia madre. E la montagna ha risposto tante "a", un unico e ininterrotto grido di stupore. E poi il mio nome. Le rocce hanno risposto, rendendomi metà del nome. Mio padre mi ha guardato. Vedi, mi ha detto, l'eco ti serve per capire che qui nessuno si appartiene per intero. Tu sei mio figlio, almeno fino a un certo tempo. Poi, tu sei di qualcun altro. Questa è la vita. La prima parte del tuo nome  mi appartiene, come n diritto per averti generato. L'ultima parte è tua e di chi sarà con te. Non ci sarò per sempre. Ma io vivrò nel primo pezzo del tuo nome."

Oggi, dopo 4 anni, un altro bisestile ha portato via un'altra persona cara, Cristina, che, tuttavia, vive nei nostri nomi, nei nostri giorni.