venerdì 10 agosto 2012

prime foto del Rosso!

grazie a Stefano e Laura, abbiamo le prime foto del Rosso Belvedere 2012. Eccole con le solite didascalie (le dida fanno capire forse poco, ma chi non c'era deve accontentarsi dei miei deliri didascalici!).
Iniziamo con alcune delle opere in mostra:

In a Twitter, di Oscar Baccilieri



Senza titolo (è mia, grazie Oscar!) di Oscar














la "Casa del Sole" (modellino), eco-progetto realizzato da Franca Cattani, architetto geniale ed errante



Il meraviglioso tavolo di Franca Cattani a cui ci ha invitati assieme a Pual Gauguin e Vincent Van Gogh: una meraviglia di art & design firmato Cattani

il pubblico comincia ad affluire come un affluente...

Il tavolo-laboratorio di filatura e tintura della lana, a cura di Germana e Ifat (loro sono temporaneamente assenti!)

le tarsie in legno realizzate dall'ultimo artigiano belvederiano Johny Giacobazzi da Viciadgo



La sala incontri è pronta e abastanza in ordine... via!


Stefano ci parla della sua fotografia e della fotografia che ama...


 

Alessandra presenta il libro su Rosso Belvedere 2011 e accoglie l'ormai amico arch. Gianfranco Censini


Benedetta danza il suo "Fil Rouge" e affascina tutti

ecco, con molto ritardo, alcuni momenti belli, intensi, caldi. A presto con altre foto, guardate gente, guardate

venerdì 27 luglio 2012

Eccomi di nuovo, dopo un lungo silenzio, dovuto ai numerosi e, naturalmente non onerosi impegni degli ultimi giorni. Ego nunzio vobis: habemus fotografie su Rosso Belvedere 2012 e, presto, avremo post dedicato. per l'intanto godetevi il primo rosso, quello che ci ha accompagnato fin dall'inizio...



ora vi possiamo svelare che la foto bellissima di Stefano Germi per Rosso Belvedere 2012 è...
un PEPERONE! A chi aveva indovinato va il nostro bravo, agli altri bravi ugulamente per averci provato, a Stefano bravo e grazie ancora...



e poi, la cartolina 2012, con la foto della solita 500 rossa di Sergio Polmonari, detto Mannella
e poi, apresto...

mercoledì 4 luglio 2012

il bibliotecario tondo... più cattivo del mondo!


 sarà il disegno regalatomi da Michele con il ritratto della Pimpa? sarà che il grande fotografo Cerati mi ha voluto cattivissimo? sarà quel che sarà, ma il martello in mano serva da monito a tutti gli utenti. Sto per ritornare in biblioteca!

2 settimane di fuoco e poi... si ritorna al lavoro
presto, alcune immaginicommentate dell'edizione 2012 di Rosso Belvedere, un successo anche quest'anno. Grazie a tutti, ale riccio


martedì 19 giugno 2012

in ritardo, ma sempre più rosso!

carissimi, ecco a voi il Rosso Belvedere in versione 2012! Grazie, intanto, a Renzo Bonucci e Daniela Soffritti per il velocissimo e prezioso òlavoro di studio di locandina e programma di sala... leggete, leggete, ma, soprattutto, partecipate e fate partecipare! ale riccio, il quasi guariticcio...

mercoledì 13 giugno 2012

mercoledì 6 giugno 2012

diamoci da fare!

Un breve post per segnalare che Elisabetta Cremaschi, nel suo bel blog Gavroche, parla dell'emergenza terremoto nella sua terra di Mirandola e di idee per costruire un percorso di interventi che aiutino le persone dei luoghi sconvolti dalle continue scosse. Che cosa possiamo fare? Prima di tutto, ringraziare Elisabetta che si è subito data da fare per lanciare l'appello. Seconda cosa, scrivere all'indirizzo mail del sito Gavroche per dare la propria disponibilità a fare qualcosa, una volta terminata la fase dell'emergenza. Terza cosa, cominciare a pensare a eventuali attività da proporre. Per ora, basta scrivere semplicemente per dare la propria disponibilità. Scrivete...scrivete!
Grazie Elisabetta e buon lavoro.

ah, la terra, la terra dove affondano le nostre radici, bagnate da lacrime non ancora domate
ah, la terra, la nostra terra, dove si alzano occhi non ancora spenti...

venerdì 25 maggio 2012

scuola e scuole: viva peio scuola viva!

grazie a Giulia Mirandola per averci permesso di vivere un'esperienza unica. Di cosa si tratta? Copiamo dal post che Giulia ha scritto per il blog dei Topipittori. Eccovi e leggete... leggete... dedicato ai genitori e ai bambini di Peio Scuola Viva.

giovedì 24 maggio 2012

A scuola tra bosco, cielo e prato

[di Giulia Mirandola] 

Per la seconda volta sono salita in Val di Pejo accompagnata da visitatori d'eccezione: Alessandro Riccioni, Alicia Baladan e Giusi Quarenghi. Come un anno fa, la meta è stata una pluriclasse di montagna, ai piedi del monte Vioz, nel Parco Nazionale dello Stelvio. Non più la scuola elementare Bevilacqua, chiusa definitivamente in un clima di scontento e incertezze nel giugno 2011, bensì la Scuola Pejo Viva, un'esperienza inedita in Trentino e originale di per sé, basata sull'insegnamento parentale, documentata giorno per giorno attraverso un sito: strumento di comunicazione consono ai tempi che corrono.

Scuola Pejo Viva.
Da settembre 2011, nove bambini dai sei ai dieci anni e i rispettivi genitori, seguiti quotidianamente da un gruppo coeso di insegnanti volontari, fanno scuola "senza scuola", in due aule ricavate con semplicità da un appartamento a pochi passi dal vecchio edificio scolastico. La campanella è appesa a una legnaia, le bandiere sono quelle dell'Europa, dell'Italia e del Marocco (in classe ci sono tre bambini marocchini). Nessuno avrebbe scommesso sulla durata oltre Natale di Scuola Pejo Viva, quando la realtà mostra che ciò è stato possibile. In questi giorni Fatima, Davide, Arianna, Agnese, Lorenzo, Maryam, Omar, Nicola, Lisa si preparano agli esami, la prova per loro più difficile.

Alicia e Alessandro.
 La porta della scuola si è aperta innumerevoli volte nel corso dei mesi ad ospiti saliti in quota per conoscere da vicino questa realtà e ascoltare i tanti perché di una scelta radicale come quella di rinunciare alla cosiddetta scuola di tutti, la scuola pubblica. Da parte mia ho cercato di avvicinare il racconto di Scuola Pejo Viva a persone che a titolo diverso si occupano di storie. Tra loro, un antropologo visuale, Michele Trentini, che sta progettando un documentario sull'argomento; Alessandra Henke, una giornalista di Radio 3, che dedicherà alla vicenda un radio documentario in cinque puntate per il programma "Tre soldi"; Luigi Monti, direttore della rivista "Gli asini", che nell'intervistare il maestro Alberto Delpero ha scoperto un nuovo mondo; tre autori, Riccioni, Baladan, Quarenghi, che con i loro versi e illustrazioni hanno seminato letteratura per l'infanzia; Maria Giaramidaro, attiva nel campo della promozione della lettura e fondatrice di Oliver Associazione Culturale, che da Mazara del Vallo ha risalito la penisola per osservare differenze e somiglianze tra la Sicilia e il Trentino.


Alessandro, Maria e Giulia.
L'arrivo di Riccioni, Baladan e Quarenghi portava con sé una motivazione: fare poesia. Riccioni e Baladan si sono concentrati sulle pagine del loro Cielo bambino, prima attraverso una "ginnastica" di gesti e parole condotta da Alessandro Riccioni, adatta a slegare il linguaggio e a sciogliere con il corpo la mente. Poi con un gioco dell'oca magnifico, disegnato da Alicia Baladan, ingrandimento con variazioni dell'ultima tavola del libro, giocato a squadre di "soli", "lune" e "comete", con un grande dado di cartone. Riccioni si è presentato ai bambini come "l'omino tondo che fa impazzire il mondo" ed essendo un poeta di parola ha fatto impazzire per un po' chiunque gli capitasse a tiro. Con Alicia il gioco era all'aperto, tra terra e cielo, in mezzo a improvvisazioni in rima, risate, pegni in forma di canto e molto dialetto mescolato alla lingua italiana.
Il gioco dell'oca di Alicia, da Cielo bambino.

I bambini all'opera.
Sul rapporto tra dialetto pegaese e lingua italiana ha lavorato a fondo Giusi Quarenghi, impegnata due giorni dopo nella costruzione di un libro di grande formato, A scuola tra bosco, cielo e prato. Si tratta di un progetto collettivo di scrittura, che verrà presentato in sede d'esame.


A scuola tra bosco, cielo e prato.
Giusi e i bambini al lavoro
Nelle sue pagine cartonate rilegate a spago, scritte e colorate a mano, i bambini raccontano chi sono, dove hanno fatto scuola, con quali maestri, su quali materie e con che orario settimanale, cosa è loro piaciuto di più e cosa di meno. La pagina finale è un esempio di bilinguismo applicato al collage: oggetti raccolti durante una passeggiata nel bosco vengono commentati con didascalie in italiano e in pegaese, a rimarcare che la padronanza bilinguistica non può prescindere dal lessico e dalla grammatica italiana.
Il pomeriggio è stato un momento di festa trascorsa al Mulino dei Turri. Giusi Quarenghi ha impastato pane e raccontato storie che affondano nelle origini di questo cibo antico. Ne è sortita una grande pasta madre, nata sotto gli occhi di bambini, genitori, anziani, distribuita cruda a piccole pagnotte e affidata alle cure di tante mani. Una metafora azzeccata per salutare la Scuola Pejo Viva e augurare buona crescita a chi ha studiato qui.




Al Molin dei Turi per far il pane con Giusi.