Elisabetta Cremaschi mi fa e ci fa una sorpresa molto bella: scrive un post sul suo ormai imperdibile blog e parla del mio nuovo libro e di David Pintor che lo ha illustrato e poi suggerisce una visita a Rosso Belvedere Bambino. Grazie, Betty. Noi domani iniziamo e tu quando arrivi al Rosso?
Gavroche: SEGUENDO L'ECO DI ALESSANDRO RICCIONI SI ARRIVA A ...: Alessandro Riccioni/David Pintor, L'Eco, Edizioni Lapis, Roma, 2013 Di Alessandro Riccioni , del suo essere un autore e una...
venerdì 7 giugno 2013
venerdì 17 maggio 2013
Avvicinarsi al Rosso! Rallentare, fermarsi, guardarsi intorno...
Ecco la locandina, con la foto dedicata alla ex-Colonia Ferrarese, un omaggio alla sede che molte Associazioni avranno per le loro attività. E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. Siamo quindi pronti a rendere questo spazio ancora più bello, così da accogliere chi verrà a trovarci in questa terra gonfia di pioggia, ma anche di promesse. Speriamo in un po' di siccità. Contiamo di vedere molte persone. Ci avviciniamo alle sorprese che ogni anno Rosso Belvedere riserva. Vi aspettiamo...
se la metto così, è un po' brigoso leggerla, ma se la metto diversamente, non si legge affatto. Pazientate, gente, pazientate! Il Rosso impone di fermarsi, guardarsi attorno... ale
se la metto così, è un po' brigoso leggerla, ma se la metto diversamente, non si legge affatto. Pazientate, gente, pazientate! Il Rosso impone di fermarsi, guardarsi attorno... ale
lunedì 6 maggio 2013
Rosso Belvedere Bambino 7, 8, 9 giugno 2013
E' pronto il Programma definitivo di Rosso Belvedere 2013, quest'anno dedicato ai bambini. Lo mettiamo subito in questo post per chi legge e lo inseriamo anche su FB, come volantino, in attesa di locandina e programma di sala. Anche se il Rosso è un progetto pensato per un piccolo territorio di montagna, riusciamo sempre a trovare amici meravigliosi che vengono a trovarci per raccontarci i loro progetti, le loro esperienze, la loro arte, le cose che conoscono. E' come invitare, ogni anno, occhi "foresti" a guardare la nostra terra e a dividerla con noi, suggerendo sguardi diversi, strade diverse, promesse di futuro per noi inimmaginabili. Ecco perché il nostro primo grazie va, quest'anno, a Giulia Mirandola, Alicia Baladan, Maria Giaramidaro, Gianni Cristofori, Giovanna Carboni, Nicoletta Valdiserri, Milena Minelli e Sara Tarabusi. Non vediamo l'ora di incontrarvi, ascoltarvi, giocare e sognare con voi.
Un grazie lo spediamo anche oltre l'Oceano Atlantico, a Megan Hanson, della Little Free Library Association, sempre gentile, paziente e veloce nel mandare informazioni, consigli, istruzioni per le nostre 2 "casette" del libri in procinto di essere dipinte dai nostri bambini più piccoli, in un laboratorio che si annuncia sporchissimamente divertente. Hi, there, Megan, thanks a lot!
E ora, come direbbero i Monty Pythons, qualcosa di totalmente differente...
Venerdì 7 giugno
Sabato 8 giugno
Ore 10,00 apertura
mostre.
Domenica 9 giugno
allora, cosa aspettate, accorrete, accorrete...
Un grazie lo spediamo anche oltre l'Oceano Atlantico, a Megan Hanson, della Little Free Library Association, sempre gentile, paziente e veloce nel mandare informazioni, consigli, istruzioni per le nostre 2 "casette" del libri in procinto di essere dipinte dai nostri bambini più piccoli, in un laboratorio che si annuncia sporchissimamente divertente. Hi, there, Megan, thanks a lot!
| Beh, i monti non sono proprio così a punta, ma son belli lo stesso! Grazie a Mara Caselli, architetto amico per il rendering! |
E ora, come direbbero i Monty Pythons, qualcosa di totalmente differente...
![]() | ||
| ecco la bellissima sede (inizi '900) del Rosso Belvedere |
ROSSO BELVEDERE 2013
ROSSO BELVEDERE BAMBINO
7 – 8 – 9 giugno 2013
ex- Colonia Ferrarese, Lizzano in Belvedere (BO)
Ore
9,30 inaugurazione 1a Little Free Library (Piccola Biblioteca
Libera) a Vidiciatico, giardini pubblici, con lettura animata a cura del
Comitato Genitori
Ore
10,00 partenza per Lizzano lungo la strada di Campiano con la storica Alessandra
Biagi
Ore
11,00 inaugurazione 2a Little Free Library (Piccola Biblioteca
Libera) a Lizzano, area pineta, con lettura animata a cura del Comitato
Genitori
Ore
11,30 apertura libreria, a cura di Il Castello di Carta, Vignola
(MO)
Ore
15,00 inaugurazione mostra Leggo, dunque gioco (a cura di Gianni
Cristofori)
apertura
spazio Le mummie raccontano mostra di fotografie di Alessandra
Biagi, elaborazioni di Tommaso Riccioni e Francesco Silipo
Ore
16,00 Dolci
decori in rosso, laboratorio di pasticceria con Anna Cavallini
Ore 17,00 merenda rossa a cura del Comitato Genitori
Ore 17,00 merenda rossa a cura del Comitato Genitori
Ore
17,30 incontro con Gianni Cristofori: Leggo, quindi gioco
Ore
18,30 incontro con Dott.ssa Nicoletta Valdiserri: Leggere a voce alta fa
bene a mamme, papà e bambini
Ore
20,30 proiezione film d’animazione, a cura dell’Associazione
“Porretta Cinema”
Ore 11,00 letture varie nello
spazio morbido (Mummie), a cura del Comitato Genitori
Ore
14,30 La leggerezza perduta. Laboratorio di cose inutili, laboratorio
di illustrazione con Alicia Baladan
Ore
16,30 incontro con Giulia Mirandola e Alicia Baladan: La mia valle,
un progetto in Val Lagarina (Trentino)
Ore
20,00 cena rossa ( a cura del Ristorante TIBIDI); nel corso della
cena, Raccontamela in fretta: favole a 100 all’ora! (animazione)
Ore
10,00 apertura mostre
Ore
10,30 Rosso Catalogone, leggere parole e immagini.incontro con Giulia
Mirandola:
Ore
11,30 Racconti dalla Sicilia: la promozione della lettura
dopo la punta dello Stivale, incontro con Maria
Giaramidaro (Associazione Culturale OLIVER):
Ore
14,00 ritrovo alla zona ex-pineta di Lizzano per passeggiata a Sasso
Ore
15,00 Piccolo grande Uruguay, laboratorio di illustrazione Alicia
Baladan per piccoli e grandi, presso la Locanda Pra’ d’la Stella (merenda
offerta dai proprietari Maurizio Abeti e Chiara Iacometti)
Ore
18,00 rientro a Lizzano
Ore
20,30 incontro sul futuro del Rosso…
N.B.: per le cena rossa
di sabato 8 e per i laboratori è necessario prenotare al cell. 349-1011346 (Alessandro)
Rosso
Belvedere Bambino 2013 è realizzato in collaborazione con Pro-Loco di Lizzano,
Gruppo Studi “Capotauro”, Comitato Genitori.
allora, cosa aspettate, accorrete, accorrete...
venerdì 26 aprile 2013
il CIELO della bassa!
A tutti voi che state nella Bassa (da noi, la Bassa è la pianura padana, oltre Bologna) un invito a partecipare. E a scoprire un posto dove fanno di tutto, dai laboratori agli incontri, dai corsi a mille altre attività. Qualcuno sostiene che nella Bassa il cielo sia più grande. Noi, della Alta (cioè della montagna) diciamo esattamente il contrario. Chiunque abbia ragione, il cielo, soprattutto quando è bambino e ha i colori di Alicia Baladan, è sempre bellissimo! Accorrette accorrete...
e preparatevi, anche voi della Bassa, a salire sui monti, a Lizzano in Belvedere, il fine-settimana del 7, 8, 9 giugno 2013 per Rosso Belvedere Bambino, una 3 giorni di incontri, mostre, laboratori, scorpacciate e altro ancora...
giovedì 18 aprile 2013
Rosso Belvedere Bambino (anche senza il soldino magalino!)
Mi scuso, innanzi tutto, per i lettori non Belvederiani, ma il titolo di questo breve post ha a che fare con un fenomeno assolutamente "locale", che poi è il solito, vecchio, stupido campanilismo tra piccole realtà, in una guerra tra poveri (perché ormai lo siamo, o lo saremo presto) che risulta ancora più insopportabile perché, questa volta, colpisce un progetto per bambini di tutta la zona, famiglie dell'intero territorio. Ma, si sa, al peggio non c'è mai fine.
Eppure, stiamo lavorando per voi! E soffriamo per voi!
Questo periodo è tutto un riunirsi, discutere, telefonare, inviare mail, chiedere preventivi per acquistare i libri, minacciare falegnami (e sorelle) per accelerare la costruzione delle nostre 2 Little Free Libraries (pronte, e allora minacciare serve!), richiamare all'ordine altri falegnami per i nostri 2 leggii giganti, andare nelle scuole materne per vedere come procedono i "libroni da leggione", stabilire i menù delle merende e della cena, arrabbiarsi per le scelte miopi di alcuni "finanziatori", ululare al vento la propria delusione, ricuperare entusiasmo, sputare veleno ma non troppo, accasciarsi lacrime agli occhi su comodissime poltrone rosse amiche e lulesche, salire in macchina e suggerire a chi sappiamo noi posti insoliti dove infilare rotoli di banconote così poco sostanziosi che pare di chiedere l'elemosina...
Come avrete capito (o forse no), Rosso Belvedere è entrato, anche quest'anno, nella fase in cui la rabbia rischia di diventare incontrollabile (la mia rabbia, è chiaro); per fortuna, ci sono tante persone a modo in questa sfortunata terra d'Emilia periferica (abbandonata dal grande fratello, ormai poco dotto, poco turrito e solo molto grasso!) in cui si spendono danari in eventi risonanti, deludenti, prepotenti, insipienti e via di rima!
Che si fa, allora? Si molla tutto? manco per sogno, anzi, proprio per il nostro sogno, inaspettata, è giunta la notizia che le tanto sospirate casette da sistemare nei 2 giardini sono pronte (eccole in anteprima):
E allora, W Mario Caselli (e W Emilio Carpani, nella foto), W Johnny Giacobazzi (leggii), W la Mara e tutta Caselli Arredamenti, W Samuele Fabbri (sostegni in ferro), W loro, per ora!
E W al Comitato Genitori che ha lottato per avere quel soldino (i nomi sarebbero troppi).
E un grande W a Giuliana, magona, insegnante, dirigente scolastica, ex-assessore, forza della natura, potenza dell'intelligenza, nonna, santa donna...
Le maestre e i bambini delle Scuole dell'Infanzia di Lizzano e Vidiciatico si stanno preparando a dipingerle, i numeri ufficiali delle LFL sono il 5360 e 5361 (cioè siamo la 5360esima e 5361esima nel mondo), saremo la terza zona d'Italia ad avere una o più LFL, dopo Roma, Milano e Trento. Sì, ce la tiriamo da matti, ce la tiriamo soddisfatti!
Mi accorgo solo ora del mio linguaggio non certo da Accademia della Crusca, ma la gioia è tanta. Alla faccia del soldino!
accorrete, accorrete il 7, 8, 9 giugno 2013, Lizzano in Belvedere (BO): 3 giorni rossi come il fuoco, bambini come al gioco... a breve, il programma completo.
Divulgate, divulgate...
Eppure, stiamo lavorando per voi! E soffriamo per voi!
| Stefano Germi, Rosso Belvedere 2012 |
Come avrete capito (o forse no), Rosso Belvedere è entrato, anche quest'anno, nella fase in cui la rabbia rischia di diventare incontrollabile (la mia rabbia, è chiaro); per fortuna, ci sono tante persone a modo in questa sfortunata terra d'Emilia periferica (abbandonata dal grande fratello, ormai poco dotto, poco turrito e solo molto grasso!) in cui si spendono danari in eventi risonanti, deludenti, prepotenti, insipienti e via di rima!
Che si fa, allora? Si molla tutto? manco per sogno, anzi, proprio per il nostro sogno, inaspettata, è giunta la notizia che le tanto sospirate casette da sistemare nei 2 giardini sono pronte (eccole in anteprima):
E allora, W Mario Caselli (e W Emilio Carpani, nella foto), W Johnny Giacobazzi (leggii), W la Mara e tutta Caselli Arredamenti, W Samuele Fabbri (sostegni in ferro), W loro, per ora!
E W al Comitato Genitori che ha lottato per avere quel soldino (i nomi sarebbero troppi).
E un grande W a Giuliana, magona, insegnante, dirigente scolastica, ex-assessore, forza della natura, potenza dell'intelligenza, nonna, santa donna...
Le maestre e i bambini delle Scuole dell'Infanzia di Lizzano e Vidiciatico si stanno preparando a dipingerle, i numeri ufficiali delle LFL sono il 5360 e 5361 (cioè siamo la 5360esima e 5361esima nel mondo), saremo la terza zona d'Italia ad avere una o più LFL, dopo Roma, Milano e Trento. Sì, ce la tiriamo da matti, ce la tiriamo soddisfatti!
Mi accorgo solo ora del mio linguaggio non certo da Accademia della Crusca, ma la gioia è tanta. Alla faccia del soldino!
accorrete, accorrete il 7, 8, 9 giugno 2013, Lizzano in Belvedere (BO): 3 giorni rossi come il fuoco, bambini come al gioco... a breve, il programma completo.
Divulgate, divulgate...
sabato 16 marzo 2013
L'Eco è ritornata sui monti (ovvero: massaggino all'ego, o, in questo caso, all'eco).
Ebbene sì, l'eco che era partita dai nostri monti quasi un anno fa, è ritornata, rinforzata, illuminata, arricchita dalle illustrazioni bellissime di David Pintor, catturata dalla bravura dello staff delle Edizioni Lapis, infine affidata al vento e alla luce, al seguito di foglie svolazzanti. Ha superato le città della Toscana, ha zigzagato tra i cipressi toscani, fino al profilo dei monti blu all'orizzonte (ma chissà come avrà fatto David a immaginare il profilo del Gennaio, della Nuda e del Corno?).
Una prima coseguenza del suo arrivo è la voglia che gli amici hanno di parlarne e, per qualcuno che ha dimestichezza con la scrittura, anche di scriverne. Ecco che Lule, in un raptus che pareva non dover finire mai, ha scritto queste parole. Ve le lascio, così, come invito a scrivere dei libri che ci piacciono, a leggere tutto quello che riguarda i libri (andate a leggere uno degli ultimi post sul blog dei Topipittori e i commenti e la lettera di Elisabetta Cremaschi (il suo blog Gavroche): c'è bisogno di leggere, di seguire i blog che parlano di un possibile futuro, e non solo per i libri...
L'Eco, illustrato da David Pintor, Lapis Edizioni, 2013
Per l’eco
Quando ero bambina, in casa mia c’erano molte regole da rispettare. Era proibito, ad esempio, chiedere le cose: ”L’erba voglio cresce soltanto nel giardino del Re”. Chiedere era considerato un segno di grande maleducazione. Ma desiderare? Quello potevo farlo, nessuno se ne sarebbe accorto. Trascorrevo interi pomeriggi, con l’alibi dei libri e dei quaderni aperti davanti a me, a fantasticare, con la segreta convinzione che la forza del desiderio avrebbe costretto le cose ad accadere. Potevo sognare un viaggio dai nonni, in Sicilia, ed ecco il treno, gli arancini di riso, l’attraversamento dello stretto con l’aria di mare sulla faccia, le zie a coccolarmi, a portarmi al cinema. Oppure si trattava di cose semplicissime, un paio di scarpe nuove, di pelle morbida, bianca, scamosciata, con cui provare qualche passo di danza davanti allo specchio. A volte era la voglia di fare una passeggiata tenendo la mano della mamma e del babbo che, vero uomo di una volta, disdegnava fieramente una simile attività, e dunque non usciva mai con noi. Insomma il materiale su cui esercitare le mie fantasticherie non mancava. Ma la sensazione che mi è rimasta addosso di questa mia segreta attività, è quella di potere modificare il mondo con l’intensità del desiderio. ‘Se non succede niente è segno che non l’ho voluto abbastanza’. Questo pensavo. Ogni tanto, però, qualcosa accadeva e allora avevo la convinzione d’essere stata proprio io a provocare l’evento.
Sì, non si poteva chiedere. Solo desiderare. In silenzio.
E’ proprio la qualità del silenzio a sorprendermi in questo libro. Il protagonista della storia, il bambino, non emette suono, il suo desiderio che riecheggia fra le montagne ha una potenza tale da non richiedere la mediazione della parola. E’ un desiderio così profondo che può mantenere la sua integrità solo restando segreto. Acquista così uno degli attributi divini, quello per cui il pensiero si fa sostanza.
Ecco allora che, in piena luce, fra montagne e colline punteggiate di bei cipressi toscani, il vento che muove le foglie e i pensieri, porta il miracolo, uno di quelli che solo i bambini riescono a fare, ma che solo gli artisti e i poeti riescono a raccontare .
Per questa storia che vola nel vento l’illustratore ha creato, con una cura da miniaturista, un paesaggio toscano più vero del vero. Sono toscani i monumenti, le case, ma anche i singoli muri con gli archi inseriti, le finestre con le persiane, le strade a spina di pesce. E poi le colline con i cipressi che indicano la strada e si affollano e si diradano seguendo il ritmo della narrazione. Sono importanti i cipressi. Sono i custodi di quello che è già avvenuto e i testimoni di quello che sta accadendo.
A popolare il paesaggio ci sono foglie nel vento, panni stesi, qualche uccello, un gatto dietro una finestra e delle meravigliose oche bianche che osservano tutto: spuntano dietro le persiane, escono dalle case, salgono sulla bicicletta per suonare il campanello, girano per le strade che pare non abbiano mai dovuto sopportare il passaggio rumoroso e fumoso di un’auto.
Produce un’eco questo libro, profonda, è come un sasso lanciato nello stagno che provoca infiniti mutamenti anche se noi vediamo soltanto l’ipnotico rincorrersi dei cerchi in superficie. A guardare bene da qui possono procedere mille storie, le nostre, tutte quelle che attengono alle categorie del segreto e del desiderio.
grazie, Lule! Leggete, leggete...
Una prima coseguenza del suo arrivo è la voglia che gli amici hanno di parlarne e, per qualcuno che ha dimestichezza con la scrittura, anche di scriverne. Ecco che Lule, in un raptus che pareva non dover finire mai, ha scritto queste parole. Ve le lascio, così, come invito a scrivere dei libri che ci piacciono, a leggere tutto quello che riguarda i libri (andate a leggere uno degli ultimi post sul blog dei Topipittori e i commenti e la lettera di Elisabetta Cremaschi (il suo blog Gavroche): c'è bisogno di leggere, di seguire i blog che parlano di un possibile futuro, e non solo per i libri...
Per l’eco
Quando ero bambina, in casa mia c’erano molte regole da rispettare. Era proibito, ad esempio, chiedere le cose: ”L’erba voglio cresce soltanto nel giardino del Re”. Chiedere era considerato un segno di grande maleducazione. Ma desiderare? Quello potevo farlo, nessuno se ne sarebbe accorto. Trascorrevo interi pomeriggi, con l’alibi dei libri e dei quaderni aperti davanti a me, a fantasticare, con la segreta convinzione che la forza del desiderio avrebbe costretto le cose ad accadere. Potevo sognare un viaggio dai nonni, in Sicilia, ed ecco il treno, gli arancini di riso, l’attraversamento dello stretto con l’aria di mare sulla faccia, le zie a coccolarmi, a portarmi al cinema. Oppure si trattava di cose semplicissime, un paio di scarpe nuove, di pelle morbida, bianca, scamosciata, con cui provare qualche passo di danza davanti allo specchio. A volte era la voglia di fare una passeggiata tenendo la mano della mamma e del babbo che, vero uomo di una volta, disdegnava fieramente una simile attività, e dunque non usciva mai con noi. Insomma il materiale su cui esercitare le mie fantasticherie non mancava. Ma la sensazione che mi è rimasta addosso di questa mia segreta attività, è quella di potere modificare il mondo con l’intensità del desiderio. ‘Se non succede niente è segno che non l’ho voluto abbastanza’. Questo pensavo. Ogni tanto, però, qualcosa accadeva e allora avevo la convinzione d’essere stata proprio io a provocare l’evento.
Sì, non si poteva chiedere. Solo desiderare. In silenzio.
E’ proprio la qualità del silenzio a sorprendermi in questo libro. Il protagonista della storia, il bambino, non emette suono, il suo desiderio che riecheggia fra le montagne ha una potenza tale da non richiedere la mediazione della parola. E’ un desiderio così profondo che può mantenere la sua integrità solo restando segreto. Acquista così uno degli attributi divini, quello per cui il pensiero si fa sostanza.
Ecco allora che, in piena luce, fra montagne e colline punteggiate di bei cipressi toscani, il vento che muove le foglie e i pensieri, porta il miracolo, uno di quelli che solo i bambini riescono a fare, ma che solo gli artisti e i poeti riescono a raccontare .
Per questa storia che vola nel vento l’illustratore ha creato, con una cura da miniaturista, un paesaggio toscano più vero del vero. Sono toscani i monumenti, le case, ma anche i singoli muri con gli archi inseriti, le finestre con le persiane, le strade a spina di pesce. E poi le colline con i cipressi che indicano la strada e si affollano e si diradano seguendo il ritmo della narrazione. Sono importanti i cipressi. Sono i custodi di quello che è già avvenuto e i testimoni di quello che sta accadendo.
A popolare il paesaggio ci sono foglie nel vento, panni stesi, qualche uccello, un gatto dietro una finestra e delle meravigliose oche bianche che osservano tutto: spuntano dietro le persiane, escono dalle case, salgono sulla bicicletta per suonare il campanello, girano per le strade che pare non abbiano mai dovuto sopportare il passaggio rumoroso e fumoso di un’auto.
Produce un’eco questo libro, profonda, è come un sasso lanciato nello stagno che provoca infiniti mutamenti anche se noi vediamo soltanto l’ipnotico rincorrersi dei cerchi in superficie. A guardare bene da qui possono procedere mille storie, le nostre, tutte quelle che attengono alle categorie del segreto e del desiderio.
grazie, Lule! Leggete, leggete...
domenica 10 marzo 2013
le parole per Tommaso
Ci sono parole di ogni tipo, per ogni occasione, parole che ci escono dalla bocca con facilità o che serbiamo per i momenti migliori. Le più difficili, però, sono quelle che abbiamo taciuto a lungo, che abbiamo negato a una persona cara, chiusi nella nostra rabbia, sconfortati dalla delusione, sopraffatti dal dolore. Eppure, bisogna trovare un modo per riparare a un silenzio lungo, carico di fiele, cocciuto e dispettoso. Bisogna trovare il modo di aprire la nostra dannatissima bocca e lasciarne uscire l'amaro, tutto quanto, e poi respirare aria nuova, fresca, lasciare che i polmoni si gonfino e si svuotino al ritmo del nodo alla gola che si scioglie e che fa male. Bisogna chinare la testa, toccare terra con le dita tese delle mani, piegare la schiena come fa il bambù in faccia al vento. Bisogna asciugare il pianto che a nulla conduce, ridere del male detto e fatto, dato e ricevuto. Bisogna illuminare le nuove strade a neve, segnarvi impronte che pure scompariranno con la prima pioggia, lasciare dietro di sé le briciole di un pane prezioso, con il rischio di non ritrovare più nulla, di restare affamati, a lungo. Affamati di segni, di dialoghi, di passi nel vento e nella polvere. Ecco, le parole più difficili, allora, sono quelle che vengono sempre dopo, quelle che non avevamo pensato prima, che avevamo scartato, inadatte, in bilico tra le grida e il silenzio. Sono quelle che solo dopo ci appaiono cariche di luce, di chiarezza, di apertura. Le parole più difficili sono quelle che potevamo dire prima, scegliendole tra i pensieri più duri, che dovevamo dire tra un respiro e l'altro, quelle che vengono subito prima del silenzio. Ma quasi mai ci è dato il tempo e l'occasione di farlo. Allora basterà sapere che anche il silenzio improvviso fa parte del gioco, ma che la bellezza di un silenzio interrotto assomiglia al pensiero che siano le parole a scegliere noi. Un pensiero che, dopo tanto dolore, porta un po' di pace nel cuore.
Una
cornice al mio pensiero
nell’affollarsi
dei ricordi
sto
disegnando con l’inchiostro
come
se il nero e il buio assieme
potessero
ridare un fiato
a
quello che è passato
al tempo
che non torna indietro
nemmeno
se lo cerchi
sui
fogli sporchi, sulle mani
sul
tavolo in cucina, tra le briciole
di
pane ormai raffermo.
Dobbiamo
ancora masticare amaro
chinare
il capo e arrenderci al domani
e
bisbigliare nuove voci
fermi,
in ascolto
dell’urlo
grande e disumano
che
si prepara, al fianco
della
battaglia muta
di
sangue e acqua di sorgente
grido
di gola rossa e fonda
stupore
indenne e voglia di dormire
pace
e poi guerra e arcobaleno.
buona notte, Tommaso...
Iscriviti a:
Post (Atom)





