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mercoledì 7 marzo 2012

I Topi e Urmuz

leggere il blog dei Topipittori fa sempre bene alla salute: ci sono le loro voci, ma pure le voci di tanti loro amici che fanno cose belle, che dicono cose belle, che segnalano cose belle. Belle? Ma cosa è bello?  La frase forse più illuminante sul tema è quella di Durer: "Che cosa sia la bellezza non so". Possiamo dichiararci in completo accordo con lui, possiamo scomodare schiere di filosofi, poeti, artisti che si sono confrontati e si confrontano con questo tema. Possiamo arrivare, anche noi tapini, alla medesima convinzione che la bellezza è indefinibile, "sfugge" (mi sono andato a rileggere in fretta il dialogo sulla bellezza tra Stefano Zecchi e Mimmo Paladino, e sottoscrivo le parole di Zecchi "...per me la bellezza tende sempre alla costruzione, non è mai dissoluzione. Non è mai quindi regressiva, decostruttiva, nichilista, ma sempre progettuale, utopica, desiderante."). Bene, allora, siccome il blog lo scrivo io, allora dichiaro che, se si vuole cercare di capire cosa è bello, il blog dei Topi è un luogo dove fare esercizio.
Sull'onda desiderante di un post che parla dei magnifici "pesciuccello" della scultrice Giovanna Canegallo, in mostra a Milano, con l'omaggio di Giovanna Canegallo a Daniil Charms (di lui, Adelphi e Einaudi hanno pubblicato poesie e racconti), mi è tornato alla mente il lavoro un altro scrittore che fa molto, ma molto ridere, che mi piace e che difficilmente si legge, che mi porta in un altro spazio/concetto di bellezza: Urmuz.


I testi che trascrivo sono presi da Pagine bizzarre, a cura di Giovanni Rotiroti, Salerno Editrice, 1999. Ho faticato un po’ a trovarlo, ma vale davvero la pena comprarlo. Il modo migliore è contattare l’Editore, ma sono sempre più convinto che sia necessario importunare i librai delle nostre città per segnalare libri che non si trovano più, libri che restano ingiustamente nascosti, libri-tesori che sarebbe bello vedere di nuovo in tantissime copie e passare di mano in mano. Eccovi alcuni brani.
 
Questo è l’inizio di Fuchsiade,  poema eroico-erotico e musicale, in prosa.

“Fuchs non fu concepito propriamente da sua madre… Al principio, quando prese forma, non fu neppure visto, ma soltanto udito, perché Fuchs, nascendo, preferì uscire da un orecchio di sua nonna, poiché la madre non aveva affatto orecchio musicale. In seguito, Fuchs si recò direttamente al Conservatorio… Qui prese la forma di un accordo perfetto e, dopo essere rimasto, per modestia di artista, tre anni nascosto in fondo a un pianoforte, senza che nessuno lo venisse a sapere, uscì in superficie e in pochi minuti mise termine agli studi di armonia e contrappunto, portando a conclusione il corso di pianoforte… “

un altro brevissimo testo da Ismail e Turnavitu.

“Ismail è composto di occhi, favoriti e una veste, e solo con molta difficoltà oggi lo si può rintracciare. Tempo fa cresceva anche nell’Orto Botanico e più tardi, grazie al progresso della scienza moderna, si è riusciti a fabbricarne uno per via chimica, tramite sintesi.”

e, per finire, l'inizio di Algazy & Grummer.

"Algazy è un vegliardo simpatico, sdentato e sorridente, ha anche una barba curata e setacea, bellamente disposta su una gratella avvitata sotto il mento e recinta di filo spinato... Algazy non parla alcuna lingua europea... Se però lo aspetti alle luci dell'alba, di primo mattino, e gli dici: 'Buon dì, Algazy!', insistendo sopratutto sul suono z, Algazy sorride, e per manifestare la sua gratitudine, infila la mano in tasca e tira un cordino che fa sussultare di felicità la barba per un quarto d'ora..."

Ecco, solo un assaggio. Sono un bibliotecario e so che bisogna rispettare il lavoro di autori e studiosi e, se possiamo, frequentare le biblioteche e poi, magari, acquistare i libri che pensiamo ci possano accompagnare per molto tempo. Spero vi incuriosisca questo giudice rumeno considerato padre di tutta l'avanguardia europea e definito da Ionesco "uno dei precursori della rivolta letteraria universale". E poi, devo lavorare solo io? Urmuz si chiamava, in realtà, Demetru Demetrescu Ionesco-Buzan, ma lo trovate meglio come Urmuz. Andate e cercate, la RETE è bella anche per questo. Insomma, leggete, leggete.



3 commenti:

  1. Follia per follia, leggi questo:

    "Che le tartarughe siano grandi ammiratrici della velocità è cosa del tutto naturale.
    Le speranze lo sanno, e se ne infischiano.
    I fama lo sanno, e ne ridono.
    I cronopios lo sanno e ogni volta che incontrano una tartaruga tirano fuori i gessetti colorati e sulla curva lavagna della tartaruga disegnano una rondine".

    Voglio anche io una rondine sul guscio!

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  2. sempre più interessante il tuo blog. :-)
    ...ma quanto sto ignorante, mi serve una vita bis, please!

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  3. guarda, cara Alicia, che nemmeno io conosco molte cose. Ho inziato il blog per postare, un poco alla rinfusa, alcune cose che mi hanno colpito e che mi colspiscono, sia letture che ricordi. Mi fa piacere che tu legga quello che scrivo e ti ricordo che, una che ha scritto Una storia Guaranì e, soprattutto, Piccolo grande Uruguay non ha certamente bisogno di vite bis. I tuoi libri mi hanno commosso, divertito, spinto a guardare oltre. A presto, ciao, ale

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