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giovedì 15 marzo 2012

la quinta luna di Saturno

Cincischiando qua e là, nella pagina web di un noto quotidiano locale, vedo un'immagine di Saturno. Sorvolo, mi perdo in altre notizie e poi, come attirato dal magnetismo spaziale, ritorno a meteorite su quella foto. La didascalia recita qualcosa su una luna di Saturno. Il nome mi balza agli occhi: Rea. Un piccolo ripasso: Titanide della mitologia greca, eccetera eccetera. Il nome viene dato al satellite di Saturno dall'astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini che lo scopre il 23 dicembre 1672. Ecco, proprio poco prima di Natale di un secolo d'oro per le scoperte astronomiche (ma anche per l'arte e tante altre cose), come un regalo prezioso, viene alla luce Rea. Moltissimi anni dopo, in un contesto molto meno scientifico-accademico, in quel di Pavullo (Modena), in casa dei Topi, quel nome torna alla luce, nella persona di un ragazzo gentile che, di titanico, non ha la statura, ma il talento: Rea, Simone Rea.


L'incontro con il suo mondo (il cui astro gemello è la moglie Rossana) è un colpo di gioia. Avevo visto alcune immagini del suo nuovo libro Favole di Esopo per Topipittori ed ero rimasto abbagliato dalla sapienza, versata, con leggerezza estrema, nelle tavole, nella creazione delle figure, nella disposizione delle forme, nella composizione dello spazio. Chissà come sarà questo Rea? E quella sera lui è lì, quasi timido. Poi, tutto si scioglie, grazie a Giovanna e a Paolo, e cominciano le risate, le mie domande curiose e timorose a un tempo. Non sono un esperto e, sinceramente, non m'importa nulla esserlo. I miei occhi però vogliono testardamente continuare a stupirsi. E il giorno dopo, non pago della serata, riprendo l'auto e vado a  Vignola, dalle carissime e bravissime Milena e Sara della libreria Il Castello di CartaSimone è l'ospite d'onore e deve pure fare un laboratorio con i bambini. Mi bastano pochi secondi e scopro quanto è bravo, quanto pensiero ci sia dietro il suo lavoro, quanta passione lo muove e mi sorprende il modo limpido di stare con i bambini. Poi, sono brevi telefonate, brevi messaggi mail. Ma le lune non si perdono di vista. E così lo seguo mentre la luce pare non abbandonarlo più. Una volta tanto, i premi più prestigiosi vanno a riconoscere il duro lavoro di un illustratore serissimo, onesto, generoso.        



Di quel seicento lontano, la quinta luna di Saturno, Rea, continua a regalarci un'arte pensata e, allo stesso tempo, capace di stupire, un'arte "esatta" e "maravillosa", terrena e sublime insieme. E un rosso che commuove, che piega le gambe, che chiede di entrare senza bussare nel nostro sguardo, che indirizza il desiderio di vedere ancora, di più, all'infinito. Proprio come la quinta luna di Saturno al tramonto, immagino. Grazie, Simone, per i libri che hai fatto e per quelli che farai.



p.s.

Le immagini sono tratte dal suo bel blog, da pubblicazioni di Simone Rea e da Esopo, Favole, Topipittori, 2011.

p.s. 2

L'immagine del mio profilo, by the way, è di Simone. E da quel giorno a Pavullo, sono pure diventato l'omino tondo che...

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